martedì 18 maggio 2010

Carla Fracci insulta Alemanno:
"Sei un farabutto, distruggi l'Opera"
Carla Fracci, 73 anni, contro il sindaco Alemanno (frame dal Tg3)


L'etoile attacca il sindaco di Roma
«Vergognati». Fischi dal pubblico.
Il primo cittadino: ora i giovani
ROMA
Pronti ad occupare i teatri se il decreto non verrà ritirato. A dispetto delle aperture del ministro Bondi, che qualche giorno fa ha annunciato di essere disponibile a qualche modifica, non si placa, anzi infuria la polemica contro il provvedimento di riforma delle fondazioni liriche. Che a Roma, in un teatro dell’Opera affollato fino all’inverosimile dal popolo della protesta, si traduce in un attacco a brutto muso della grande Carla Fracci, lanciata come una Erinni contro il sindaco della capitale Alemanno.

L’appuntamento era per il primo pomeriggio. Sul palco del teatro romano, i rappresentanti di tutti i sindacati, uniti da una strategia comune, il decreto, dicono compatti, «è inemendabile», deve essere ritirato, sostituito da un disegno di legge, da una "riforma vera". Ad infiammare la platea ci pensa però il sindaco di Bari Michele Emiliano, che interviene anche in veste anche di presidente del Petruzzelli, salutato da un tifo da stadio e da una standing ovation degna di una star.

Dopo di lui e dopo Marta Vincenzi, sindaco di Genova, è il turno di Gianni Alemanno, «padrone di casa» all’Opera di Roma, della quale è presidente, ma anche unico sindaco pdl in sala. Anche il suo intervento è critico nei confronti del decreto Bondi «non devono essere i lavoratori a pagare il prezzo di questa crisi», dice strappando pure lui un pò di applausi. Poi il primo cittadino di Roma chiarisce di essere favorevole ad una correzione del decreto, che gli altri vorrebbero vedere ritirato, e il suo intervento si conclude con più di qualche fischio.

Il tempo per Alemanno di tornare alla sua poltrona di platea e scatta il fuori programma. Pallida, i lunghi capelli neri raccolti da un fermaglio, Carla Fracci lo raggiunge e lo investe:«Vergogna, vergogna - gli ripete - disgraziato, vergogna! Buffone, vigliacco, disgraziato, in due anni non mi hai mai ricevuta». Nella furia, la ballerina arriva anche a spintonare il sindaco, che rimane seduto, cerca di non reagire, si limita a scansare la mano della danzatrice dalla sua spalla.

Per placare gli animi devono intervenire Emiliano e i parlamentari del pd Vita e Di Biase. La Fracci è sconvolta, torna al suo posto ma continua a sbraitare, spiega che a remare contro la danza a Roma è anche il maestro Muti (atteso come direttore artistico ndr) mentre dal fondo della sala c’è chi reclama a gran voce un suo intervento sul palco. Dopo un pò Alemanno lascia il teatro, si dice dispiaciuto, sostiene che a scatenare la furia della Fracci è stato il contratto non rinnovato dal teatro e chiarisce che in questo senso non ci saranno ripensamenti (»bisogna voltare pagina, fare largo ai giovani« dice). Lei, invitata finalmente a parlare, si scusa per la veemenza, poi incanta la platea con una difesa accorata della danza e della compagnia dell’Opera, rimasta, dice, «senza futuro». Il teatro è tutta dalla sua parte, come i parlamentari dell’opposizione, che chiedono ad Alemanno di scusarsi.

Il dibattito riprende, intervengono i politici, Giambrone dell’Idv e Vita del Pd annunciano che in Senato - dove il provvedimento è in discussione - è già partito l’ostruzionismo, con 4-500 emendamenti pronti a mettere i bastoni tra le ruote al decreto. Il sindacato annuncia che si riunirà a giorni in nuovo coordinamento. Quattro lavoratori dei teatri italiani raccontano a nome di tutti le ragioni della categoria. Per ora ci si è fermati agli scioperi. Se il decreto rimarrà, chiude per la Cgil il sindacalista Miceli, «siamo pronti ad occupare».

2 commenti:

  1. E' la prima volta,in tutti gli anni che seguo Carla Fracci,che la vedo così arrabiata.Evidentemente se una donna del suo stile si è animata così tanto è perchè teneva veramente a ciò che diceva e soprattutto perchè mossa dalle istutuzioni che ancora una volta si beano facendo discorsi tanto pomposi e mielosi,quanto falsi e retorici e privi di contenuto reale,pronuciati perchè piacevoli e convenienti da sentire,ma spesso non rispondenti alla verità dei fatti.

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  2. E' vero, quella della Fracci è una difesa accorata dell'arte della danza e più in generale dell'opera. Bisognerebbe dare maggiore ascolto a una persona di così grande esperienza! Spero che il suo coraggioso intervento venga premiato con una modifica della legge in discussione in parlamento. Aspettiamo aggiornamenti...seguo le orme!

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